Molte persone mi chiedono spesso mentre sono in palestra a cosa serve fare la pedana vibrante e perchè molti dei miei atleti a fine allenamento utilizzano questo tipo di macchinario.
Allora facciamo chiarezza…
Quello della vibrazione è un concetto piuttosto innovativo e solo da un decennio è stato introdotto in programmi di allenamento personalizzati. Il Prof. Carmelo Bosco, scomparso da circa venti anni, viene considerato uno dei massimi esperti mondiali di biomeccanica e di fisiologia dell’allenamento, è stato uno dei primi a introdurre il concetto della vibrazione alla fine degli anni ’90 in ambito sportivo.
Dopo vari anni di studi il professore ed il suo staff perfezionarono un complesso sistema di stimolazioni vibratorie che agivano sul sistema osteo-artro-mio-fasciale e nervoso. Il risultato pratico di questo studio fu la realizzazione delle pedane vibranti N.E.M.E.S. (Neuro Muscular Meccanical Stimulation), realizzate su criteri medico-scientifici e utilizzate anche dagli astronauti della NASA per prevenire e contrastare gli effetti della sarcopenia (declino della
massa muscolare) e dell’osteopinia (declino della massa ossea) dovuti all’assenza di gravità prolungata nello spazio.
I principali vantaggi del trattamento vibratorio NEMES, dimostrati da alcuni studi,ma spesso di entità poco rilevante, non riprodotti da altri enti di ricerca, o comunque non specifici dell’allenamento vibratorio, sono i seguenti:
allenamento fisico agisca in modo preventivo e parzialmente terapeutico sulla lotta all’osteoporosi;
È da sottolineare che non esiste un solo programma vibratorio ad una determinata frequenza, ma diversi programmi a frequenze differenti e in posizioni corporee altrettanto mutevoli. Per questo, il soggetto che si sottopone al trattamento è sempre seguito da uno specialista
dell’esercizio.
Dunque è vero che il trattamento vibratorio incide positivamente su diversi fattori, ma a patto che: la pedana utilizzata sia scientificamente testata e certificata;il trattamento sia supervisionato da personale tecnico specializzato.Tali accortezze si devono alle controindicazioni assolute della “Vibrazione Corporea Totale” – Whole-Body Vibration (WBW).
Secondo alcune interpretazioni, l’uso costante della pedana vibrante potrebbe essere associato a diversi benefici per la salute e a effetti di tipo estetico.
Tra i benefici più spesso citati rientrano:
L’aumento del flusso sanguigno, della velocità di circolazione e dell’efficienza linfatica può contribuire a ridurre i fenomeni di ristagno e ritenzione, spesso associati alla cellulite.
Durante una seduta di allenamento vibratorio, il sangue potrebbe essere redistribuito in modo più efficiente grazie a una maggiore capillarizzazione, coinvolgendo anche tessuti solitamente meno attivi.
L’uso della pedana può inoltre determinare un aumento della temperatura cutanea e sottocutanea, con un possibile miglioramento della circolazione e dell’ossigenazione dei tessuti.
Non mancano testimonianze positive sul miglioramento dell’aspetto della cellulite e del gonfiore, anche se resta difficile distinguere tra reale efficacia e strategie di marketing.
Considerando che anche gli squilibri posturali sono tra i fattori predisponenti, il lavoro vibratorio insieme ad altre forme di allenamento può contribuire a migliorare postura, equilibrio e
controllo propriocettivo.
Alcune fonti suggeriscono che l’uso della pedana vibrante possa contribuire al mantenimento della densità ossea nel medio periodo, un aspetto rilevante nella prevenzione dell’ osteoporosi, soprattutto in donne in menopausa e soggetti anziani.
Tuttavia, affermare che la pedana vibrante possa contrastare l’osteoporosi in modo diretto è prematuro: gli studi disponibili non sono ancora sufficienti per supportare una simile conclusione.
Anche il presunto aumento della produzione di collagene e il conseguente effetto tonificante sulla pelle non trovano, allo stato attuale, conferme scientifiche solide.
Tra gli effetti più frequentemente riportati vi è una sensazione di leggerezza agli arti inferiori e una riduzione del gonfiore localizzato, probabilmente legata al miglioramento della circolazione e
del drenaggio linfatico.
Non è raro avvertire pizzicori o pruriti, soprattutto a livello di piedi, polpacci e cosce, accompagnati da arrossamento cutaneo, segnali positivi dettati dalla forte stimolazione.
Perché molte persone scelgono di inserire la pedana vibrante nel proprio allenamento?
Perché si tratta di uno strumento a basso impatto articolare, che può teoricamente amplificare gli effetti di esercizi come la ginnastica isometrica.
La pedana consente inoltre di variare ampiamente gli esercizi, superando la monotonia dell’allenamento tradizionale.Prima di iniziare, è comunque consigliabile rivolgersi a un professionista qualificato, preferibilmente laureato in Scienze Motorie, in grado di strutturare un programma personalizzato e sicuro.
Personalmente utilizzo pedane vibranti nei miei protocolli di allenamento da piu di dieci anni. A fine allenamento dopo aver sviluppato l’intero programma atletico propongo una seduta di 5/10 minuti susseguita dallo stretching.
L’utilizzo della vibrazione con i miei atleti ha sempre avuto un riscontro positivo e, suffragato da evidenze scientifiche, non ho mai rinunciato a proporre l’utilizzo di pedane proprio per i motivi elencati nell’ articolo.
Non nascondo che soprattutto i primi anni di utilizzo di tali dispositivi in sala attrezzi, molto era lo scetticismo da parte di molte persone, addetti a i lavori, colleghi o presunti tale. Ancora oggi c’è superficialità a riguardo che spesso sfocia anche in commenti inopportuni tendenti a screditare il lavoro altrui, ma porto avanti il mio lavoro da più di venticinque anni e sono sempre dell’idea che l’innovazione contimua attraverso nuove metodiche di allenamento e dispositivi di vario genere, se suffragati da evidenze scientifiche, non possono non essere presi in considerazione solo per prigrizia o scarso spirito di conoscenza.